Méningue interpreta diversi ruoli clowneschi e d’attore in quattro diverse opere liriche e nell’intermezzo di un atto di Samuel Beckett.
Spettacoli attualmente disponibili, programmazione in corso.

Intermezzo buffo in due parti di Giovanni Battista Pergolesi

Méningue interpreta Vespone.

Fu rappresentato la prima volta al teatro San Bartolomeo di Napoli il 28 agosto 1733e la sua rappresentazione all’Opéra di Parigi nel 1752 scatenò la famosa querelle des bouffons. Il regista Henning Brockhaus ha scelto di rappresentare l’intermezzo sotto forma di una commedia musicale ambienta in un vecchio circo e interrotta da un “Mimodrame”: Atto senza parole I di Samuel Beckett del 1956 interpretato da Méningue nel ruolo di Un Uomo. La Serva Padrona è un celebre intermezzo buffo di Giovanni Battista Pergolesi, il libretto è di Gennaro Antonio Federico.

La storia si racconta in poche parole: la serva Serpina vuole diventare padrona e, consapevole della debolezza erotica del suo anziano padrona Uberto, architetta un inganno per convincerlo malgrado tutto a sposarla.

Un personaggio di cui non abbiamo ancora parlato è il muto Vespone: la sua estrazione sociale non è molto definita e se apparentemente sembra una specie di factotum in realtà si rivela molto di più. L’invenzione di questo personaggio è un altro colpo di genio, perché fa da filtro e paraurti tra Serpina e Uberto. Henning Brockhaus.

Direttore d’orchestra : Corrado Rovaris
Regia : Henning Brockhaus
Serpina : Alessandra Marianelli
Uberto : Carlo Lepore
Vespone : Jean Méningue
Scenografia : Benito Leonardi
Costumi : Giancarlo Colis
Luci : Alessandro Carletti
Creato per l’undicesima edizione del Festival Pergolesi Spontini, Jesi, settembre 2011.
Inizialmente creato inizialmente per la quarta edizione del festival, nel 2004.

A Jesi grande protagonista il mimo francese Jean Méningue. La serva padrona incontra Beckett. Il capolavoro di Pergolesi con la regia di Brockhaus... È però il clown francese Jean Méningue l'autentico mattatore della serata. Con straordinarie qualità attoriali ha reso Vespone ben più di una maschera muta e, alle prese con l'unico personaggio del lavoro di Beckett, ne ha restituito tutta la fulminante icasticità e il suo inquietante sottotesto drammatico.
LA VOCE DI ROMAGNA
Giulia Vannoni, Settembre 2011
Il trait d'union tra Pergolesi e Beckett è Vespone alias il clown del circo dove si svolge La Serva Padrona. È un circo piacevolmente surreale dove Uberto è un domatore domato da una furba Serpina che si fa benevolmente beffa del suo innamorato. Ci gioca, ma senza crudeltà, e nel gioca entra l'amico Vespone che diventa il protagonista del teatro dell'assurdo e poi ritorna nella rassicurante ( forse) convenzione del teatro settecentesco. È niente ed è tutto... Ma, il vero protagonista è Jean Méningue, già Vespone e un mimo nell'edizione 2004; nella presente occasione è Vespone e l'Uomo; attore strepitoso e coinvolgente si dimostra all' altezza della soluzione proposta e trasporta il pubblico disposto a decretargli un applauso entusiastico, giusta corona di una serata importante.
L'OPERA
Giancarlo Landini, Novembre 2011
Alessandra Marianelli e Carlo Lepore non chiamano nessuno rimprovero, la prima dalla voce graziosa e dalla dizione di una pulizia senza faglia, il secondo buon cantante ed attore pieno di spigliatezza. Ma il vero eroe della serata è Jean Ménigault detto Méningue: questo artista francese dai molteplici talenti (clown, mimo, ballerino, giocoliere...), attore carismatico e convinto, domina la scena sia come Vespone che come protagonista di Atto Senza Parole.
OPERA MAGAZINE
Giancarlo Landini, Dicembre 2011